Progetto: Gallina Nera Atriana

Dal 2020 la Gallina Nera Atriana è stata inserita nell’anagrafe regionale per la  biodiversità della Regione Abruzzo.

Progetto: Gallina Nera Atriana

PROGETTO GALLINA NERA ATRIANA

Nel 2006 il dott. Adriano De Ascentiis, appena entrato nella direzione della Riserva Naturale atriana, decise di provare ad individuare attraverso interviste di campo la presenza di esemplari di Gallina Nera Atriana sul territorio. Nel mese di settembre 2006 finalmente nel territorio tra i comuni di Atri (TE) e Città Sant’Angelo (PE) localizzò i primi riproduttori, con le caratteristiche descritte da molti agricoltori/allevatori “anziani”, in una piccola azienda a conduzione famigliare il cui capofamiglia era un anziano signore di 92 anni che aveva ereditato la specie dal padre conservandola fino ai giorni nostri.

Da quel momento il dott. De Ascentiis con le prime 20 uova, donando gratuitamente gli animali che nel tempo nascevano, avviò il progetto di recupero creando, con molta difficoltà e senza l’ausilio di alcun genere di fondi, dodici (12) famiglie custodi che attualmente allevano sul territorio abruzzese centotredici (113) animali.

Scelse inoltre di chiamare Gallina Nera Atriana, quella che anticamente veniva chiamata Gallina di Atri, per il fatto che il colore predominante della specie, così come tramandatoci verbalmente dagli anziani del territorio, era il nero.

Nel 2013 attraverso il coinvolgimento della dott.ssa Cecilia Mugnai della Facoltà di Bioscienze e Tecnologie Agro-alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Teramo e dei ricercatori del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia, si è portata avanti la caratterizzazione genetica su trenta (30) soggetti di Gallina Nera Atriana di cui si riportano di seguito le conclusioni del lavoro: “Purtroppo, nonostante il valore storico della gallina atriana, sia testimoniato da Crisippo, Aristotele l’Efesino, Michele di Efeso, Plinio il Vecchio nella “Naturalis Historia” (X,146) e ritratta addirittura sulle storiche monete romane di Atri risalenti al periodo compreso tra il 4° ed il 6° secolo aC, il basso numero di riproduttori disponibili pone fortemente tale genotipo a rischio di andare incontro ad omozigosi.

Nonostante ciò, lo scenario dei soggetti di gallina atriana delle aziende dislocate sul territorio Abruzzese, presenta anche numerose caratteristiche positive per la loro conservazione e valorizzazione, infatti, sulla base dei risultati delle analisi del DNA, e di quella mediante marcatori molecolari microsatelliti, è possibile affermare:

  1. i soggetti hanno evidenziato un lieve eccesso di eterozigoti;
  2. il nucleo considerato può rappresentare un gruppo di animali ben distinto dai restanti gruppi analizzati;
  3. tali caratteristiche rappresentano i requisiti ideali per effettuare accoppiamenti mirati al fine di salvaguardare tale popolazione.

Risulta cruciale, la salvaguardia della residua variabilità genetica presente, incentivando gli allevatori ad utilizzare i soggetti meno imparentati della popolazione Atriana, allo scopo di dare un notevole impulso positivo al miglioramento e alla conservazione della stessa. Pertanto si rendono necessari opportuni schemi di accoppiamento, volti alla riduzione della consanguineità e tutela e valorizzazione di tale tipo genetico, allo scopo di dare un notevole impulso positivo al miglioramento e alla conservazione della stessa.

Dal 2020 la Gallina Nera Atriana è stata inserita nell’anagrafe regionale per la  biodiversità della Regione Abruzzo.

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Ultimo aggiornamento

23 Marzo 2021, 20:06