Biodiversità vegetale

La biodiversità vegetale presente nella Riserva

Anemone dei prati

Nome: Anemone Hortensis
Famiglia: Ranuncoloaceae
Nome Volgare: Anemone dei prati, Anemone fior di stella

Morfologia: Pianta erbacea perenne, con piccoli tuberi legnosi nerastri e fusto esile, pubescente, eretto alla fioritura, alto 10-40 cm.

Ha foglie basali picciuolate con lamina palmata, e 3-5 lobi arrotondati. I fiori sono terminali di colore variabile da bianco-azzurrino a rosso-viola, hanno 12-20 petali lanceolati e acuti, e numerosi stami grigio-antracite.


Il biancospino

Nome: Crataegus monogyna
Famiglia: Rosaceae
Nome Volgare: Biancospino
Morfologia: La pianta può raggiungere altezze fra 2 e 12 metri.

fiori sono bianco-rosati a ombrella terminale, con un diametro di ca. 1 cm e a gruppi di 5-25. I frutti sono ovali, rossi e con nocciolo. Le foglie sono lunghe 2-4 cm picciolate, romboidali e incise con punte dei lobi seghettate. La fioritura avviene tipicamente tra maggio e giugno, mentre i frutti maturano fra agosto e ottobre.


Il cappero

Nome: Capparis Spinosa
Famiglia: Capparaceae
Nome Volgare: Cappero
Morfologia: Il portamento è cespitoso, con fusto subito ramificato e rami lignificati solo nella parte basale, spesso molto lunghi, dapprima eretti, poi striscianti o ricadenti.

Le foglie sono alterne e picciolate, a lamina subrotonda e a margine intero, glabre o finemente pelose, di consistenza carnosa. Il nome dato alla specie è dovuto alla presenza, alla base del picciolo, di due stipole trasformate in spine. Nella varietà inermis, la più comune, le stipole sono erbacee e cadono precocemente.

fiori sono solitari, ascellari, lungamente peduncolati, vistosi. Calice e corolla sono tetrameri, composti rispettivamente da 4 sepali verdi e 4 petali bianchi. L’androceo è composto da numerosi stami rosso-violacei, provvisti di filamenti molto lunghi. L’ovario è supero, con stimma sessile.

Il frutto è una capsula oblunga e verde, a forma di fuso, portata da un peduncolo di 2-3 cm, fusiforme e carnosa, con polpa di colore rosaceo. Contiene numerosi semi reniformi, neri o giallastri, di 1-2 mm di dimensioni. A maturità si apre con una fessura longitudinale. Comunemente i frutti sono chiamati

Utilizzo
Il cappero è una pianta dalle proprietà aromatiche e medicinali.Le proprietà aromatiche sono contenute nei boccioli del fiore, comunemente chiamati capperi. Utilizzati in gastronomia da millenni, si raccolgono ancora chiusi e si conservano in macerazione sotto sale o sotto aceto. I capperi sono solitamente usati per aromatizzare le pietanze e si sposano bene con una grande varietà di cibi: dalla carne, al pesce, alla pasta.Il frutto, di sapore simile ma più delicato del cappero, é detto cucuncio, cocuncio o capperone e si trova in commercio sotto sale, sott’olio o sotto aceto. È usato tradizionalmente nella cucina eoliana per condire piatti di pesce. Gli eoliani usano anche dissalare i cucunci o i capperi e consumarli al pari di una qualsiasi verdura, di solito in insalata.In erboristeria è utilizzata la corteccia della radice. I principi attivi hanno proprietà diuretiche e protettrici dei vasi sanguigni. Può essere utilizzata nella cura della gotta, delle emorroidi, delle varici. Recentemente si è appurata, per gli estratti secchi da frutto di Capparis (specie se associati a Olea europea, Glycyrrhiza glabra e Ribes nigrum) un’attività antiossidante cutanea, antiflogistica ed antistamino-simile, valida nelle dermatopatie allergiche(*).


Il carciofo selvatico

Nome: Cynara Cardunculus
Famiglia: Asteaceare
Nome Volgare: Carciofo selvatico, Cardo

Morfologia: Il carciofo è una pianta erbacea perenne alta fino a 1,5 metri, provvista di un rizoma sotterraneo dalle cui gemme si sviluppano più fusti, che all’epoca della fioritura si sviluppano in altezza con una ramificazione dicotomica. Il fusto è robusto, cilindrico e carnoso, striato longitudinalmente.

Le foglie presentano uno spiccato polimorfismo anche nell’ambito della stessa pianta. Sono grandi, oblungo-lanceolate, con lamina intera nelle piante giovani e in quelle vicino ai capolini, pennatosetta e più o meno incisa in quelle basali. La forma della lamina fogliare è influenzata anche dalla posizione della gemma da cui si sviluppa la pianta. La superficie della lamina è verde lucida o verde-grigiastra sulla pagina superiore, mentre nella pagina inferiore è verde-cinerea per la presenza di una fitta tomentosità. Le estremità delle lacinie fogliari sono spinose secondo la varietà.

fiori sono riuniti in un capolino (detto anche calatide) di forma sferoidale, conica o cilindrica e di 5-15 cm di diametro, con un ricettacolo carnoso e concavo nella parte superiore. Sul ricettacolo sono inseriti i fiori, tutti con corolla tubulosa e azzurro-violacea e calice trasformato in un pappo setoloso. Nel capolino immaturo l’infiorescenza vera e propria è protetta da una serie di brattee strettamente embricate, mucronate o spinose all’apice. Fiori e setole sono ridotti ad una corta peluria che si sviluppa con il procedere della fioritura. In piena fioritura le brattee divergono e lasciano emergere i fiori. La parte edule del carciofo è rappresentata dalla base delle brattee e dal ricettacolo, quest’ultimo comunemente chiamato cuore. In Sardegna è molto richiesta anche la parte terminale dello scapo fiorale dalla terzultima o penultima foglia.
Il frutto è un achenio allungato e di sezione quadrangolare, provvisto di pappo.


La ginestra

Nome: Spartium junceum
Famiglia: Leguminosae
Nome Volgare: Ginestra
Morfologia: Pianta arbustiva, alta 50-200 cm, con fusto eretto o ascendente, ramoso, cilindrico, fibroso, tenace, cavo, di colore verde.

Le foglie precocemente caduche (quasi scomparse alla fioritura), sono lineari-lanceolate, lunghe 1-3 cm, rare e distanziate sul caule, sessili o con breve peduncolo, di colore verde scuro, glabre, sericee nella pagina inferiore, con margine intero.
fiori, ermafroditi, papilionacei, raccolti in racemi apicali lassi,sono portati da un brevi peduncoli obconici, sono profumati e di colore giallo brillante.
Il calice membranoso, diviso superiormente in 5 piccoli denti è lungo 4 cm.
Corolla glabra di 2 – 2,5 cm, costituita da un vessillo arrotondato più lungo delle ali, da due petali liberi posti ai lati (ali) e in basso da due petali liberi ma aderenti (carena).
Stami diadelfi 9 saldati tra loro e 1 libero. Ovario supero con un solo stigma.
Il frutto è un legume falciforme, eretto, sericeo, compresso che contiene 10-18 semi bruni, lucenti e velenosi.Antesi: Maggio –Luglio, impollinazione entomofila


La liquirizia

Nome: Glycyrhiza glabra
Famiglia: Fabaceae
Nome Volgare: Liquirizia
Morfologia: arbusto alto fino a due metri appartenente alla famiglia delle Leguminose, nonché l’estratto vegetale ottenuto dalla bollitura della sua radice.

Principio attivo
Il principio attivo più importante della liquirizia è la glicirrizina che le conferisce un’azione antinfiammatoria e antivirale. Inoltre è più dolce del saccarosio. La moderna ricerca cerca di trarne vantaggio per nuove prospettive terapeutiche: terapia dell’ulcera, malattie croniche del fegato,e prevenzione di gravi malattie autoimmuni.

Effetti ormonali
Costello e Lynn nel 1950 hanno isolato nella liquirizia un composto steroideo che armonizza la secrezione ormonale, inibendo l’eccessiva produzione di estrogeni. Ha un effetto ormonale di tipo estrogenico.

Avvertenze
La liquirizia, comunque, va assunta saltuariamente, facendo attenzione a non superare il dosaggio di mezzo grammo al giorno di glicirrizina (cosa che può capitare assumendo caramelle alla liquirizia o lassativi ricchi di estratti di concentrati di liquirizia). La glicirrizina, infatti, ha effetti collaterali sull’equilibrio dei sali minerali nel corpo; un abuso di liquirizia, quindi, può provocare ritenzione idrica, aumento della pressione, gonfiore al viso e alle caviglie, mal di testa e astenia. Pertanto le persone predisposte a ipertensione, ad edemi, i diabetici, le donne in gravidanza o in allattamento, devono evitare l’uso prolungato di estratti di questa pianta. Evitare l’uso in caso di: epatopatie colestatiche, cirrosi epatica, ipertensione, ipopotassiemia, grave insufficienza renale.Può venire aumentata l’eliminazione di potassio provocata da altri farmaci, la perdita di potassio provoca un’ipersensibilità nei confronti dei glicosidi digitalici.

Tossicità
La liquirizia è considerata leggermente pericolosa, in modo particolare se somministrata a bambini, a persone che hanno superato i 55 anni d’età e a soggetti che ne assumono dosi maggiori di quelle consigliate e per lunghi periodi di tempo.


L’olmo campestre

Nome: Ulmus minor Miller
Famiglia: Ulmaceae
Nome Volgare: Olmo campestre
Morfologia: arbusto, raggiunge i 20 m di altezza

Foglie : decidue, semplici, inserzione alterna , lamina ovale, base assimmetrica, apice appuntito
Fiori : ermafroditi, sessili, riuniti a gruppi, colore rosso(dovuto alle antere) , fioritura a fine inverno prima della fogliazione
Frutti : samare riunite in gruppi , maturano a lug/ago
L’ Olmo campestre è longevo, possiede una notevole attività pollonifera ed il fogliame, fornito di picciolo con stipole caduche, nei mesi autunnali assume una tonalità giallo-bruna molto decorativa. La sua elevata resistenza ai fattori climatici ne ha permesso una elevata diffusione, infatti la tarda ripresa vegetativa delle gemme gli conferisce una notevole tolleranza alle gelate. Specie di interesse paesaggistico (boschi e siepi), l’ Olmo campestre è pure apprezzato come pianta ornamentale e nella costituzione di alberature stradali in quanto sopporta bene sia la potatura che l’inquinamento. In passato, grazie alle dimensioni abbastanza contenute della chioma, era usato come tutore della vite soprattutto nella pianura padana, ma la diffusione della grafiosi, una malattia fungina, ne ha ridotto notevolmente la presenza e fatto cessare completamente questo utilizzo . L’ Olmo campestre ama particolarme i terreni freschi, profondi, con buona disponibilità di acqua, ma che soprattutto devono avere abbondante disponibilità di sali minerali; tollera molto bene i substrati calcarei ed argillosi. Il legno esternamente si presenta chiaro, ma tende ad inscurirsi procedendo verso l’interno fino ad assumere colore brunastro nel durame. Il legno è pesante, di buona consistenza e, superando la difficoltà della stagionatura, acquisisce ottime caratteristiche di durata, di durezza e di resistenza. Per le sopra citate caratteristiche, la resistenza all’acqua e la facilità nella lavorazione, viene impiegato nella costruzione di mobili, porte, pavimenti, organi sottoposti ad attrito e nella produzione di compensato. Non è un buon combustibile..


Il pioppo bianco

Nome: Populus alba
Famiglia: Salicacee
Nome Volgare: Pioppo bianco
Morfologia: È alto fino a 30 metri, con un’ampia chioma arrotondata. Non è una pianta longeva, raramente raggiunge il centinaio d’anni d’età.

La sua corteccia grigio scuro rimane per lungo tempo liscia e punteggiata da piccole lenticelle suberose; successivamente diviene più scura e solcata longitudinalmente alla base dell’albero.
Le foglie, sorrette da un picciolo depresso lateralmente lungo fino a 5 cm, hanno una forma ovale o rotondeggiante, irregolarmente lobata (4-8 cm). La pagina fogliare superiore è lucida, di colore verde scuro, mentre quella inferiore, come i getti giovani, è ricoperta da una fitta peluria biancastra, da cui il nome comune della pianta.
Come tutte le altre salicaceae, il pioppo bianco è una pianta dioica con i fiori unisessuali riuniti in amenti, che compaiono prima delle foglie. Questo tipo di infiorescenza ad amento pendulo è comune nelle specie arboree ad impollinazione anemofila. Gli amenti maschili sono cilindrici, quelli femminili corti con fiori ascellanti su una brattea pelosa.
Anche la dispersione dei semi, contenuti in capsule, è affidata al vento grazie alla presenza su questi di filamenti pelosi.


Il pioppo nero

Nome: Populus nigra
Famiglia: Salicacee
Nome Volgare: Pioppo nero
Morfologia: Si tratta di un grande albero alto 30 metri e più, con il tronco che può raggiungere e superare anche il metro di diametro

Il pioppo è una pianta arborea e dioica e per questo vi sono tipi di albero femminili, i cui fiori sono provvisti di soli pistilli, e altri di tipo maschile, con soli stami.
Le sue foglie sono caduche con nervatura a ventaglio, dotate di un picciuolo abbastanza lungo, in posizione alternata sul ramo e che a volte si presentano in forma e colore diverso pur nello stesso esemplare. Vengono distinte in turionali le foglie con dimensioni maggiori che crescono sui rami più lunghi, e brachiblastali quelle che crescono sui rami più corti, e quindi di piccole dimensioni.
fiori sono raggruppati a spiga pendente e appaiono all’inizio della primavera, ancora prima dello spuntare delle foglie. Quelli maschili sono più corti e tozzi e compaiono prima di quelli femminili che hanno spighe più lunghe e più pendenti.
La fecondazione avviene col soffiare del vento.
Il frutto o gemma ha la forma di una capsula e matura poco tempo dopo la fioritura; da esso escono dei piccoli semi che hanno dei lunghi peli (in America vengono chiamati Cottonwood per via del loro aspetto) e che, agevolati da questi, vengono spinti dal vento anche molto lontano dalla pianta, dove iniziano a germogliare già dopo un paio di settimane. Il pioppo inizia a fiorire già dopo 10 o 15 anni di età e la produzione di fiori è sempre abbondante in ogni fioritura. Le piante maschili e quelle femminili sono facilmente distinguibili: le femminili hanno rami grandi, sono più voluminose e con gemme grosse, mentre quelle maschili sono più slanciate ed hanno un numero maggiore di gemme di dimensioni però inferiori. La diversità di sesso di questo tipo di albero ha fatto sì che in passato venisse erroneamente classificato in due specie diverse.


Il prugnolo spinoso

Nome: Prunus spinosa
Famiglia: Rosaceae
Nome Volgare: Prugnolo spinoso, Prugnolo delvatico

Morfologia: E’ un arbusto cespitoso, abbondantemente pollonifero e talvolta con portamento arboreo, alto fino a 3 ÷ 4 metri caducifoglio; il tronco ed i rami hanno un colore grigio-brunastro, sono piuttosto fitti e provvisti di spine lunghe e dure; per questa ragione spesso viene utilizzato per siepi divisorie interpoderali e di protezione tra le zone a pascolo e quelle a coltivo

Foglie Alterne e caduche, appaiono dopo la fioritura; la lamina ha forma ovale-ellittica un po’ lanceolata con peduncolo di pochi millimetri; la pagina superiore è di colore verde scuro, ruvida e praticamente glabra, mentre quella inferiore è più chiara e pubescente. Fiori I piccoli fiori, che appaiono prima della foliazione, sono ermafroditi ed hanno 5 petali bianchi con numerosissimi stami; i peduncoli sono sovente isolati. Bellissimo lo spettacolo delle macchie di bianco che compare nelle coste collinari o al margine dei canaloni dei corsi d’acqua, annunciando la Primavera. Frutti
Sono drupe tondeggianti – ovali di cm 1,5 ÷ 2 di colore blu-nerastro molto pruinose; inizialmente molto aspre ed allappanti, diventano più gradevoli dopo l’ammezzimento che di solito avviene con i primi geli in Novembre-Dicembre.

Ultimo aggiornamento

7 Agosto 2020, 15:55